Isola di Capraia

Vicina alla Corsica, è la più occidentale dell’arcipelago toscano: esplorala in vacanza con Vela Per Tutti

L’isola di Capraia è la terza dell’Arcipelago Toscano per grandezza dopo Elba e Giglio, ed è l’unica ad avere un’origine vulcanica.
Con una superficie di 19 kmq è la più selvaggia e naturale del “Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano”, che ha adottato come simbolo il suo raro gabbiano corso in volo su un’onda increspata.
Il nome di quest’isola nasce nell’antichità classica, già i greci la chiamavano Aegylon, l’isola delle capre, per la presenza di capre selvatiche, oggi estinte.
Successivamente i latini tradussero quel nome in quella che divenne Capraria anche se un’altra ipotesi è che il nome dell’isola derivi dalla parola “karpa” che in più lingue mediterranee precristiane è sinonimo di roccia.
Abitata già in etá protostorica (II-I millennio avanti Cristo), Capraia nella storia è stata a più riprese rifugio di pirati. Fu occupata dagli Etruschi, poi in età repubblicana i Romani vi costruirono una base navale per combattere la pirateria Cartaginese, da allora porto di rilievo nelle rotte dell’Alto Tirreno.
 Nel tardo Impero Romano fú asilo per cristiani in fuga dalle persecuzioni e nel secolo seguente i monaci Zenobiti vi eressero il Monastero di Santo Stefano.
 Nel IX secolo i pirati saraceni portarono l’isola all’abbandono dei suoi abitanti, ripetutamente razziati.
 Dopo secoli di periodiche invasioni, fra il 1516 e il 1699 i Genovesi del Banco di San Giorgio la resero più sicura con l’omonima fortezza e vi costruirono tre torri d’avvistamento per frenare la pirateria, tuttora presenti: Torre del Porto, Torre dello Zenobito e Torre delle Barbici.
Dal 1805 Capraia passò ai francesi per effetto delle Guerre Napoleoniche, poi divenne porto franco e per un secolo circa fino al 1986 è stata una colonia penale, col conseguente abbandono progressivo dell’isola da parte della popolazione autoctona, perdendosi così la cultura locale ed il dialetto, che era più simile al còrso che al toscano continentale con una forte influenza di quello ligure.  Oggi l’isola fa parte della provincia di Livorno.
Capraia è la più distante delle isole dell’Arcipelago Toscano dalle coste italiane trovandosi a 30 km dalla Corsica ed a 64 km da Livorno.
È lunga 8 km e larga 4, montuosa prevalentemente nella sua area centrale, raggiungendo l’altitudine di 445 metri, contrassegnata da una macchia arbustiva mediterranea nella quale sorge lo Stagnone della Capraia, un laghetto lungo la cresta del Monte Castello, dalle dimensioni variabili, fonte di acqua piovana che fu a lungo di sostentamento per gli abitanti.
Le coste occidentali sono più impervie e scoscese mentre quelle orientali e verso sud più dolci e adatte allo sbarco.
I 30 chilometri del perimetro costiero sono perlopiù scogliere vergini interrotte da piccole cale.
Una di queste è chiamata la Mortola ed è l’unica ad accumulare, con determinate condizioni del vento e del mare, abbastanza sabbia da creare una piccola spiaggetta, la sola in tutta l’isola.
La famosa Cala Rossa con le sue pareti rocciose a forma di tronco di cono, con colori dal nero al rosso, testimonia con le sue stratificazioni l’origine vulcanica dell’isola.
I fondali capraiesi sono battuti dagli appassionati di snorkeling e diving che fra le praterie spettacolari di Poseidonia possono trovare cernie orate e dentici, così come una presenza importante di cetacei che hanno portato all’istituzione del “Santuario internazionale dei Mammiferi marini Pelagos”, un’area marina protetta compresa fra territorio marittimo francese italiano e monegasco, la più grande d’Europa, nella quale si possono osservare le maestose balenottere e le evoluzioni delle veloci stenelle.
Grotte e calette uniche e numerosi siti di interesse storico sono raggiungibili grazie a mulattiere e sentieri.
Nel paese e nel porto, collegati fra loro da l’unica strada carrabile, si concentrano i circa 300 isolani residenti, mentre l’occupazione può  raggiungere le 3000 persone durante la stagione turistica.
L’uso e la possibilità di portare la propria auto sull’isola è limitato al periodo di bassa stagione, a Capraia si va a piedi.
I sentieri panoramici, circondati da natura incontaminata protetta come “Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano”, sono meta degli amanti del trekking, ed è proprio il ‘Festival del Camminare’ ad aprire la stagione turistica in primavera, che si conclude a novembre con la rinomata Sagra del Totano di Capraia.
Nel 2017 è stata rivista la perimetrazione dell’isola delimitando un’area a regime di protezione totale dove è vietato totalmente l’accesso così come è nato il Miglio Blu di Capraia, un corridoio riservato alla balneazione in sicurezza destinato all’attività di nuoto libero, swimtrekking e snorkeling in mare aperto, dinanzi alle rive del centro abitato, delimitato anche in notturna da 22 boe dotate di segnalazione luminosa.
“Il tempo a Capraia scorre diversamente, è tutto rallentato. Ogni grotta, ogni cala è diversa e viene voglia di restare in ogni posto che si scopre.
Dopo un giorno conosci tutti, e i bambini qui sono liberi di andare ovunque.
È lontana dalle convenzioni e dalla quotidianità, piena di colori, con un mare trasparente, azzurro e pieno di vita.
I suoi panorami sono mozzafiato.
Se ci vai, vorrai tornarci…”

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