L’Isola d’Elba

Dopo la tappa all’Isola del Giglio Vela Per Tutti salpa verso nord per portarti a scoprire la regina dell’arcipelago toscano

C’è una leggenda che ci racconta della collana di Venere che, spezzatasi, disperse le sue perle nelle acque azzurre del Mar Tirreno originando le sette isole che oggi sono l’arcipelago toscano.
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Fra queste la più estesa, terza isola più grande d’Italia, è l’Elba, regina dell’arcipelago toscano, coi suoi 223 kmq di superficie.
Insieme alle altre 6 isole minori forma il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.
È circondata a nord dal Mar Ligure, ad ovest dal canale di Corsica, a sud dal mar Tirreno e verso terraferma dal canale di Piombino.
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Dal 1999 un accordo italiano, francese e monegasco ha reso l’isola d’Elba e il mare cha la circonda parte del Santuario dei Cetacei, un’area imponente del Mar Tirreno destinata alla preservazione dei mammiferi marini.
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Rigogliosa e selvaggia, quest’isola ha un’estensione massima di 27 chilometri.
Il clima è mediterraneo con temperature più fredde sulla sua cima più alta, il Monte Capanne, alto 1019m sopra il livello del mare, regolarmente innevato d’inverno e circondato da numerose alture, dove nascono torrenti che attraversano la macchia mediterranea tipica che ricopre l’isola.
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Ricchissima di giacimenti di ferro, l’Elba fu una delle culle della civiltà etrusca, che fortificò diversi villaggi collinari dai quali controllare il mare circostante.
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Poi come tutto l’arcipelago, passò sotto il controllo dei Romani, che vi costruirono ville costiere delle quali oggi si conservano molti resti così come i fondali circostanti l’isola custodiscono diversi relitti risalenti all’epoca. l’Elba era chiamata dai latini Ilva, dagli Ilvates, antica popolazione ligure.
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Nell’alto medioevo vi regnarono prima Ostrogoti e poi Longobardi, mentre come le altre isole dell’arcipelago toscano, divenne meta di monaci eremiti.
Altro destino in comune con queste, furono gli assalti subiti dai pirati, a partire dal rovinoso saccheggio per mano dei Saraceni nel 874.
All’inizio del nuovo millennio l’isola subì due nuovi attacchi, per poi passare sotto il controllo della Repubblica di Pisa che edificò torri di avvistamento e fortezze per opporsi alla minaccia di scorrerie.
Questo periodo vide crescere i comuni dell’isola e il sorgere di nuove chiese.
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Passata agli Appiano di Piombino, l’Elba fu messa a ferro e fuoco dai corsari tunisini nel 1442, e poi ripetutamente un secolo più tardi dagli ottomani Ariadeno Barbarossa e il non meno temuto Dragut.
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Nel 1802 l’Elba fu annessa all’Impero francese, per poi ospitare l’imperatore Napoleone Bonaparte nel suo primo esilio, che durò 10 mesi, nel 1814.
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UN’ACCOGLIENZA SENZA PARI
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l’Elba sa riceverti come pochi luoghi di villeggiatura, stupefacente, radiosa e fra le destinazioni turistiche balneari più famose d’Italia.  Il suo mare è limpido e dalle mille sfumature d’azzurro, letteralmente un tempio subacqueo, meta di appassionati di snorkeling, diving e surfisti, coi suoi innumerevoli fondali ricchi di  una varietà di praterie colorate.
Infinitamente ricca di scorci e suggestive testimonianze storiche, i sentieri dell’Elba dedicati al trekking possono portarti davanti a tramonti indimenticabili e su cime con panorami dai colori più stravaganti.  Fortezze e castelli proteggono ciascuna il loro piccolo centro storico, imperturbate dal passare del tempo.
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Pesca, kayak, passeggiate a cavallo, free climbing, tiro con l’arco, sono solo altri spunti fra le tante offerte che ci propone questa pietra preziosa della Toscana.
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Il capoluogo dell’isola e località più popolata è Portoferraio, con la sua fortezza fatta costruire da Cosimo de’ Medici.
durante il suo esilio durato 10 mesi, l’imperatore Napoleone dimorò nella Villa dei mulini e nella Villa di San Martino a 2 km dal centro di Portoferraio, oggi uno dei musei più visitati della Toscana.
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Lungo il sentiero detto “Del Volterraio” che collega Portoferraio col Comune di Rio nell’Elba, oltre al panorama romantico e mozzafiato, sì può ammirare la prima fortezza eretta sull’isola, mai poi espugnata: il Castello del Volterraio.
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Sulla costa est dell’isola troviamo Porto Azzurro, dove si trova Forte San Giacomo, oggi struttura penitenziaria.
Chiamato il Salotto dell’Isola D’Elba, il centro di Porto Azzurro ha un piacevole lungomare che si affaccia sul porto turistico.
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La terrazza con vista sul mare della collinare Capoliveri ha ospitato il Festivalbar al quale hanno fatto tappa artisti come Lucio Dalla, Patty Pravo, Irene Grandi, Il Volo, Luca Carboni e tanti altri.
Ricco di locali, bar e botteghe di artigiani, questo paese spicca per la sua vivacità serale, in un’isola dove non manca una valida e distribuita offerta di intrattenimento.
Il vicino Monte Calamita ospita spesso manifestazioni di rilievo di mountain-bike con un assortimento escursionistico per i ciclisti.
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Cambiando fronte a sud-ovest dell’isola scopriamo Marina di Campo, località turistica con una spiaggia di oltre 1 chilometro ed un lungomare dedicato alla ristorazione e all’intrattenimento.
Qui si trova l’acquario dell’Elba, eccezionale con le sue 80 vasche che lo rendono fra i più grandi acquari mediterranei esistenti.
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Sul perimetro nord dell’isola invece troviamo la località di Marciana Marina, anch’essa con un notevole lungomare ed un porto turistico molto ampio e in grado di soddisfare ogni tipologia di turista.
Non lontano c’è la frazione di Procchio con forse la spiaggia più incantevole dell’isola.
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Marciana è un altro centro abitato che si trova alle pendici del Monte Capanne, dove si potrà prendere la cabinovia che porta sulla sua cima.
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Spiagge di sabbia rossa, nera, bianca, d’oro;  scogliere selvagge, vallate fiabesche, castelli e fortezze… Alture con borghi a strapiombo, villaggi di pescatori fermi nel tempo: l’Isola d’Elba ha una varietà straripante di bellezza naturale e storica, con tradizioni che cambiano da un comune all’altro, come i particolari del dialetto, quasi fossero posti davvero lontani fra loro, così come il profumo dei vini elbani, da qualche anno DOC, fra i quali spicca l’Aleatico dell’Elba.
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La cucina elbana ci racconta a volte la rivisitazione di piatti con origini lontane,  declinati poi con ingredienti autoctoni che danno origine a ricette originali.
Successe durante la dominazione spagnola e berbera, quando i cuochi non trovando gli ingredienti dei loro piatti originari crearono incontri unici e irripetibili di prodotti elbani con ricette di terre lontane.
Alcuni dei piatti tipici elbani sono lo stoccafisso alla riese, il gurguglione, le sardine ripiene, il cacciucco, la schiaccia briaca e la sburrita.
Il Miele al Rosmarino Ballini, elbano, è stato riconosciuto come il miele più buono d’Italia.

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