Ponza e Palmarola

Alla scoperta dell’Arcipelago Ponziano con Vela Per Tutti

Ponza e Palmarola

Benvenuto a Ponza.

Goditi questo paradiso.
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l’Odissea ci racconta di quando Ulisse sbarcato sull’isola chiamata e a oggi Ponza ne incontrò la sovrana 2 punti La maga Circe.
Mandata parte dei suoi uomini in esplorazione dentro l’isola questi non fecero ritorno perché trasformati in porci dalla maga dopo essere stati accolti con un sontuoso banchetto.
solo euriloco che non aveva bevuto la bevanda magica riuscì a tornare da Ulisse per avvertirlo.
Questi aiutato da Ermes, il messaggero degli dei che gli forni un’erba protettrice da ogni magia, andò da Circe e la convinse a ridare aspetto umano ai tuoi compagni.
Ulisse roast però alla reggia per un anno di banchetti e festeggiamenti quando infine sollecitato dai compagni decise di partire.
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Non è difficile pensare che Ulisse fosse stato conquistato oltre che dalla bellezza della maga Circe dallo spettacolo inebriante e superlativo di quest’isola.
è la più grande delle isole dell’arcipelago ponziano che include Gavi zannone palmarola Ventotene è Santo Stefano e si colloca davanti al Golfo di Gaeta a 21 miglia nautiche da San Felice.
Fa parte della provincia di Latina nel Lazio e la sua superficie di 7,5 chilometri quadrati è per lo più collinare.
La sua cima più alta non supera i 280 metri sopra il livello del mare e la presenza di diversi crateri ne determina l’origine vulcanica.
Le grotte sottomarine e le scogliere incredibili La rendono ogni anno metà di appassionati di diving e apnea oltreché snorkeling e amanti semplicemente del mare.
Come molte isole ancora geograficamente selvagge il modo migliore per visitare Ponza è a bordo di una barca.
L’isola è stretta e lunga è molto vicina all’isola di Gavi che dista solo 120 metri.
Come tutte le isole del Mar Tirreno Ponza riporta testimonianze di presenza umana dall’epoca neolitica, poi occupata dai Volsci, dai Fenici e dai greci dai quali deriverebbe il nome dal greco antico “Póntos” ovvero “mare”.
Come tutto il Mediterraneo fu poi parte di Roma prima come Colonia e poi come parte dell’Impero.  In quest’epoca furono così costruiti acquedotti dighe serbatoi idrici assieme all’ opera portuale e alla costruzione di numerose splendide ville patrizie.
Come tutte le isole del Mar Tirreno nel medioevo fu curata dai monaci benedettini per poi disperdere questa ricchezza a seguito di razzie spietate e ripetute a partire dal IX secolo.
Nel basso medioevo l’isola fu affidata dal Papa Innocenzo III ai frati cistercensi per poi passare al dominio degli Aragonesi due secoli dopo nel 1454.
Gli attacchi dei pirati continuarono nel secolo successivo con ferocia inaudita da parte di ariadeno Barbarossa e poi del Corsaro dragut ed infine nel 1655 la distruzione dell’isola fu completata da un’incursione turca.
Nel secolo successivo sotto il dominio borbonico i pirati turchi furono scacciati definitivamente, mentre l’isola veniva colonizzata con famiglie di provenienza ischitana dalle quali discende chi oggi risiede a Ponza.
Fu costruito il carcere di Ponza, assieme a numerose opere pubbliche come il porto la fortezza e i livelli stradali.
In seguito l’isola Pooh brevemente dominata dalle truppe napoleoniche per poi passare agli inglesi e venir restituita ai Borboni per infine venire occupata dai garibaldini ed entrare a far parte del Regno d’Italia nel 1861.
100 anni orsono il regime fascista tornò ad usare l’Isola di Ponza come luogo di confino per gli oppositori politici, liberati poi sul finire della seconda Guerra mondiale quando è passato alla storia l’incontro nel porto fra il Duce, che veniva temporaneamente recluso sull’isola, e i prigionieri, perlopiù politici comunisti, che ritrovavano la libertà.
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Oggi Ponza è una meraviglia del Mar Tirreno che conquista sin dall’approdo, quando il suo porto abbraccerà i naviganti con le sue casette bianche e Rosate.
L’escursione in barca è senz’altro la scelta migliore per gustare il fascino di quest’isola con le sue mille calette, grotte, falesie e scogliere facili da raggiungere solo dal mare, fra le quali imponente c’è Chiaia di Luna con i suoi 100 metri di caduta libera oppure i faraglioni di Lucia Rosa (………………)che raccontano una storia tragica col loro nome, e catturano col loro fascino selvaggio.
dal porto spostandosi in barca verso nord si raggiunge facilmente la spiaggia del Frontone, poi proseguendo superata la località Le forna si arriva a .
A breve distanza selvagge e incontaminate troviamo palmarola e zannone che fa parte del Parco Nazionale del Circeo.
Verso sud dal porto si fa rotta verso la punta della Madonna che chiude il semicerchio della baia a sud-est dove troveremo le grotte di Pilato, antiche peschiere romane scolpite nella roccia per l’allevamento dei pesci, scavate dai Romani coi suoi incredibili bagliori fluorescenti dell’acqua, se esplorati nell’ora giusta e con la luce adeguata.
Superati i faraglioni della Madonna si incontrano i faraglioni di calzo e poi punta della guardia oltre cui si passa alla costa ovest dell’isola, giungeremo all’affascinante spiaggia di Chiaia di Luna, con la sua scogliera di tufo a picco anche fino a 100 metri, dai colori turchesi e brillanti dell’acqua e famosa per la sua forma caratteristica somigliante a una falce di luna in una notte stellata d’estate.
Risalendo verso nord Sara poi la volta di punta faraglioni e dei faraglioni di Maria Rosa seguiti a loro volta dai faraglioni e la spiaggia di Lucia Rosa, con una leggenda tragica custodita (……)  da questi luoghi.
Superata la spiaggia di Lucia Rosa si raggiunge Cala feola un altro luogo straordinario di questa isola con le sue piscine naturali trasparenti Cala dell’acqua e Cala Gaetano.
Siamo nel paradiso per i sub gli apneisti e gli amanti dello snorkeling: qui come lungo tutta la costa i fondali nascondono Grotte relitti e la fauna marittima è copiosa, con tante razze di pesci che sono riconoscibili anche guardando il mare dalla barca vista la trasparenza eccezionale dell’acqua di questo mare, che cambia colore repentinamente Durante l’esplorazione.
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Come molte altre isole tirreniche Ponza eh un appoggio abituale per innumerevoli razze di uccelli migratori, studiati a livello universitario dal centro di ricerca sulla migrazione.
La cucina tipica di Ponza rappresenta un incontro fra mare e terra con pesce frutti di mare e molluschi a fare da protagonisti di tanti piatti. Antipasti di fiori di zucca fritti pomodorini dolci e squisite  insalate di mare sono seguite da linguine con l’aragosta zuppe di lenticchie o anche di cicerchie oppure spaghetti col granchio fellone.  La tiella è una pizza di pasta sfoglia ripiena con polpo e patate oppure alici e scarole e cipolle 6 secondi piatti abbiamo il coniglio alla ponzese.  Le zeppole di San Giuseppe oppure il casatiello un dolce Pasquale tipico molto zuccheroso con lievito e farina accompagneranno spesso una chiusura di pasto con fave fresche e pecorino.  Qualità deliziosa nei vini locali prodotto di un terreno vulcanico e della vicinanza del mare come il bianco di punta fieno la biancolella il Nero D’Avola e il moscato.
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Palmarola si trova a fianco di Ponza la più selvaggia disabitata com’è senza porti e con un solo approdo quello del ristorante o francese.
La storia è quella di un ponziano che andò a vivere in Francia dove mise su famiglia. Conservando nel cuore gli anni della sua infanzia trascorsi in una grotta a Palmarola insieme al padre pescatore buongiorno tornato in Italia decise di costruire casa con legno a Palmarola e vi si trasferì con la moglie.
Così nacque questo ristorante, dagli anni 60 60 passato alla gestione di una coppia che è tuttora lì.
Il nome di questi Isolotto, 10 km verso occidente da Ponza è dovuto alla diffusione sul suo territorio della palma nana, e chi la visita troverà davanti a sé coste meravigliose con Grotte calette e scogliere fra queste la cattedrale una zona dov’è la scultura del tempo l’erosione dell’acqua e del vento sembrano Opera dell’uomo, O meglio ancora Divina.
Il faraglione di mezzogiorno è il punto di arrivo all’Isola, la grotta del gatto ha una sorgente d’acqua dolce nei suoi anfratti accessibili solo con una barca di modeste dimensioni, le galere hanno scogli maculati punti ocra su uno sfondo nero in ossidiana un vetro purissimo nero come i fondali marini.
Il ristorante o francese e anche un bar che da la possibilità di pernottare che si trova sulla scala più estesa di Palmarola, con la sua spiaggia ghiaiosa, è un panorama indimenticabile mentre sul salita della collina l’unica costruzione che l’occhio può cogliere è la stravagante Villa delle sorelle Fendi.
Non ci sono altre spiagge sull’isola, che offre un percorso di trekking di media difficoltà col suo sentiero faraglione di San Silverio.
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